21 Nov CHE FATICA FARE MUSICA !!!!!
CHE FATICA FARE MUSICA !!!!!
Ogni anno, dopo l’avvio e la ripresa delle attività musicali, puntualmente cominciano ad affiorare le prime difficoltà, specialmente con i bambini più piccoli, legate alla costanza di venire alla lezione settimanale ed affrontare il compito a casa : quasi una routine, che gradualmente ha il soppravvento sulla novità che caratterizza ogni inizio.
Ecco le osservazioni e le domande più frequente dei genitori alle prime difficoltà :
“Il mio bambino comincia a fare i capricci quando è il momento di venire a musica. Come possiamo fare?”
Oppure :
“Quando è il momento di ripassare la lezione a casa, riusciamo a farlo con grande fatica, solo con insistenza, quando addirittura non ce verso di provarci. Come possiamo fare?”
Detto col cuore e con onestà intellettuale e professionale, alla luce dell’esperienza vissuta negli anni con tanti bambini e famiglie, essendo noi insegnanti talvolta genitori, la questione del discorso va ricondotta al fatto che in primo luogo dobbiamo essere noi adulti, insegnanti e genitori, convinti della qualità del progetto educativo che stiamo affrontando, motivo per cui valgono le fatiche necessarie.
È doveroso precisare che il bambino non sa cosa sia bene o non sia bene per lui (spesso non lo si sa nemmeno a 20 anni) e certamente risponde in modo istintivo, cercando ciò che gli piace in quel momento (che spesso coincide con “non impegntivo, facile, subito usufruibile”, specialmente dopo l’asilo). Il bambino esce stanco da scuola e certamente ha più voglia di svagarsi che di concentrarsi. Insieme ci si fionda nel traffico, si torna a casa tardi e poi c’è ancora il ripasso a casa in settimana, per il quale i capricci ricorrono facilmente : ma chi ce lo fa fare!
In verità l’occasione che abbiamo di abituare i bambini a prendersi un impegno e rispettarlo, con la costanza di partecipare a scuola come a casa, cercando di superare le tentazioni della stanchezza, costituirà quell’impronta strategica che permetterà loro in futuro di affrontare al meglio le sfide che vorranno.
Inoltre fare musica è impegnativo : bisogna “drizzare le antenne in classe” (fare attenzione), partecipare e coordinarsi con il gruppo (mettersi in gioco), prendersi del tempo a casa per ascoltarla, immaginarla e cimentarsi (dedicarci attenzione). Per questo sviluppa la concentrazione nei bambini, coltiva la sfera emozionale, migliora il comportamento ed il rapporto interpersonale, coordina la mente con il movimento. Non è facile ma è così tanto il valore aggiunto che, a nostro parere, ne vale la pena.
Qualche consiglio ai genitori.
Uscendo da scuola, non è necessario coinvolgere inutilmente il bambino dicendogli che si va a “…………” o forse, peggio ancora, “chiedendogli se ha voglia di andare”; prendete e andate, evitando con espressioni improprie di dargli la possibilità di scegliere.
Parlando col bambino dell’attività da svolgere, non caricatelo con le vostre (spesso inconsce) aspettative e rassicuratelo dicendogli che, insieme, state facendo un percorso importante ed impegnativo e che quello che riusciranno a fare costituirà sempre un nuovo straordinario traguardo.
E ripassando il lavoro a casa, anche a sporadici tentativi, cominciando con pochi minuti, facendo poco per volta, LODATE SEMPRE IL VOSTRO BAMBINO per ogni piccolo progresso : questà è la chiave per riuscire educativamente in tutto, aiutandolo a costruire la sua autostima.
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